forex trading logo

PensareFare è un'associazione controculturale che opera a Napoli.

Il nostro obiettivo è fare controinformazione attraverso la diffusione di materiale video su tutta la rete.

Gli argomenti che trattiamo riguardano tutte le declinazioni possibili della comunicazione sociale...filtrata attraverso la nostra sensibilità.

Buona navigazione, PensareFare team

 


adsense

ad1

ad1

Home Vivere liberi
vivere liberi
31 - 3 - 2010 - Relativismo Assoluto PDF Stampa E-mail

Scusate il ritardo.

Ritorniamo adesso al nostro discorso sulla relatività della nostra etica. Il mio pensiero l'ho sintetizzato col nome di Relativismo Assoluto, un ossimoro, almeno a prima vista. Le due parole sembrano escludersi a vicenda. Ma non è così. Relativismo Assoluto (R.A.), significa che ognuno ha i propri punti di vista, e non c'è quasi mai modo di determinare chi ha ragione. Ci sono sempre due (e quindi "n") risposte. Del resto, il numero due è un numero che ricorre spesso nella nostra psiche/vita. Tutto o quasi è riconducibile a una dicotomia (fa caldo/freddo, sto bene/male, grande/piccolo, uomo/donna, sì/no, giorno/notte, yin/yang). Sospetto che il nostro stesso cervello comunichi attraverso un linguaggio binario (ma in realtà non ne so niente!).

Semplificando, ci troviamo spesso di fronte un bivio, dove c'è da scegliere tra due interpretazioni opposte. Un Tizio può dire qualcosa, e Caio può non essere d'accordo. Chi ha ragione? Stabilire questa risposta non è per noi umani. Lasciamo che siano la natura e la vita a stabilirlo. Il punto è che quando un umano si arreca il diritto di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato in una disputa pratica o teorica, quasi sempre si macchia di una grave colpa. Siamo noi che inventiamo le dispute, possiamo essere anche coloro che le risolvono in modo assoluto? Per questo l'unica cosa Assoluta per me è il Relativismo. Ciò non vuol dire che vivo o mi comporto in modo dissoluto e senza regole: è vero, mi sono sempre divertito a mettere in discussione regole preconfezionate, ma dentro di me ho delle regole mie. le amo e le rispetto, perchè le ho scelte io. Ho scelto di guardare il lato "buono" delle cose. Di rispettare il mio prossimo, di non farmi trascinare dalla collera o dall'invidia. Di non farmi toccare dagli eventi, siano essi considerati positivi o negativi. Di riconoscere sempre l'esistenza dell'altro lato della medaglia. E, sopratutto, delle infinite medaglie che possiamo creare. Ho scelto di godere appieno dell'opportunità che mi è stata data, e ringraziare tutti giorni di essere vivo. Ho scelto di non chiudermi in una gabbia, di essere abbastanza flessibile da cambiare in situazioni che ristagnano, e di godere appieno delle situazioni che mi vengono offerte.

 
17-3-2010 - Riflessioni umane... PDF Stampa E-mail

Salve e benvenuti nella nuova rubrica "Vivere Liberi", dove dispenseremo pratici consigli per tirare avanti in questa società condizionata.

Leggevo recentemente una statistica dove risultava un aumento del 300 % nel consumo di psicofarmaci in Italia dal 2000 al 2008. Se a questi dati aggiungiamo quelli relativi al consumo di droghe o alcool e, sopratutto, se osserviamo la percentuale di persone che vive quotidianamente solo per soddisfare le proprie schiavitù ne ricaviamo un quadretto davvero desolante. Già da molti anni vari tipi di pensatori ci hanno messo in guardia dalla cosiddetta "società del benessere". Hanno provato a dirci qualcosa, che abbiamo magari apprezzato ma non recepito appieno. Ed eccoci qui, i vecchi soliti italioti che ci affacciamo alle soglie del terzo millennio. Di certo non si può dire che il millennio sia cominciato bene: in questi primi dieci anni anche i più ingenui tra noi hanno potuto notare la degenerazione della democrazia rappresentativa ed il ristagno e la putrefazione del progresso sociale. Siamo in crisi, sentiamo ripetere già da tempo. L'uomo moderno è in crisi, così come la donna, così come l'economia, così come in generale la nostra vita quotidiana. Almeno dal secondo dopoguerra ad oggi la vita dell'italiano medio è cambiata tantissimo, e i più anzianotti sarebbero d'accordo nel dire che l'italiano medio di oggi è solo la caricatura di quello che viveva qualche decennio fa...

Che fare quindi? Rassegnarsi a vivere in questo mondo condizionato e a provare a metterci in gioco seguendo le "regole del gioco" della società? Parecchia gente lo fa, e magari ad un primo esame non si trova male.  Per tutti coloro che non trovano questa soluzione troppo soddisfacente, ci sono comunque delle opzioni. Non importa se siete religiosi o meno, o quale religione seguiate: la cosa bella della vita è comunque la Libertà. Nessuno può togliervela , se non voi stessi. Un pesce in un acquario potrebbe sentirsi libero, accontentandosi dello spazio a sua disposizione, o al contrario sentirsi schiavo e limitato a quella vasca dove è costretto a nuotare. Allo stesso modo un uomo può vedere tutte le limitazioni intorno a sè, e soffrirne, oppure concentrare la sua attenzione sulle sue comunque infinite possibilità e sul piacere che può ricavare da ogni banale momento della sua vita...

La prima cosa da fare è liberarsi da tutte le "sovrastrutture" che ci governano: il bene e il male che proviamo, il "giusto" e lo "sbagliato", il bello e il brutto. Capire che queste sono solo delle categorie vuote, e fino a che punto, non è da tutti: la maggior parte di noi dà certe cose per scontato e per pigrizia intellettiva si lascia vivere senza metterle mai in discussione. Solo i bambini con la loro fantasia a volte riescono a trascedere queste categorie, e con loro alcuni vecchi che non hanno più niente da chiedere alla vita. Queste persone hanno presente più da vicino l'aspetto generale, guardano alla figura intera, e non al particolare del momento: essi riescono a cogliere dentro di sè, e per motivi quasi contrapposti, la vera essenza dell'essere umano, animale tra i più straordinari del pianeta terra.

A presto.

 

 
Manifesto PF PDF Stampa E-mail
PensareFare. La vita di un essere umano si compie sostanzialmente seguendo un'alternanza di queste due fasi. Non si può pensare e basta. E non si può solo fare. Inoltre, è importante capire che non si può pensare e fare (al meglio) contemporaneamente. Infine, sarebbe assurdo anche solo immaginare un essere umano che vive la sua vita senza nè pensare, nè fare niente. Un'alternanza delle due fasi, quindi. Mai come oggi agli esseri umani è stata data tanta possibilità di pensare. Abbiamo accesso a (o siamo bombardati da) una vasta gamma di stimoli culturali differenti, e naturalmente ne siamo, consapevoli o no, condizionati. Scegliere gli stimoli giusti è solamente un fatto soggettivo e senza dubbio le persone sono portate a ritenere di esservi riuscite (ogni autocritica è infatti espressione di uno stimolo nuovo, più o meno indotto dall'esterno). Eppure, nonostante le magnifiche possibilità offerte dall'accesso facilitato a questi nuovi punti di vista (almeno nelle nostre società "opulente"), sembra che la maggior parte delle persone non riesca a goderne i benefici, a condensare cioè in azioni tutti questi pensieri. Molti, confusi forse dalle alte e contrastate onde nel mare del multiculturalismo, finiscono per lasciarsi trasportare dalle correnti quasi a casaccio, rinunciando perfino a governare il timone. Costoro commettono un errore molto simile a chi invece sceglie di acquietarsi e gettare l'ancora in uno stagno monoculturale, aspettando solo di marcire sereni. PensareFare, invece. Pensare all'onda giusta, poi cavalcarla arricchendola e completandola. Capire chi siamo in quanto esseri umani e risvegliarci dal torpore dell'inedia. Possa la nostra nave solcare grandi acque!
 
« InizioPrec.12Succ.Fine »

Pagina 2 di 2


Video Servizi Lavoro Eventi e iniziative

Copyright 2009 PensareFare. Contatti: Email: info@pensarefare.com
Sitemap | Contatti | Web Marketing | XHTML and CSS.