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PensareFare è un'associazione controculturale che opera a Napoli.

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Home Vivere liberi 17-3-2010 - Riflessioni umane...
17-3-2010 - Riflessioni umane... PDF Stampa E-mail

Salve e benvenuti nella nuova rubrica "Vivere Liberi", dove dispenseremo pratici consigli per tirare avanti in questa società condizionata.

Leggevo recentemente una statistica dove risultava un aumento del 300 % nel consumo di psicofarmaci in Italia dal 2000 al 2008. Se a questi dati aggiungiamo quelli relativi al consumo di droghe o alcool e, sopratutto, se osserviamo la percentuale di persone che vive quotidianamente solo per soddisfare le proprie schiavitù ne ricaviamo un quadretto davvero desolante. Già da molti anni vari tipi di pensatori ci hanno messo in guardia dalla cosiddetta "società del benessere". Hanno provato a dirci qualcosa, che abbiamo magari apprezzato ma non recepito appieno. Ed eccoci qui, i vecchi soliti italioti che ci affacciamo alle soglie del terzo millennio. Di certo non si può dire che il millennio sia cominciato bene: in questi primi dieci anni anche i più ingenui tra noi hanno potuto notare la degenerazione della democrazia rappresentativa ed il ristagno e la putrefazione del progresso sociale. Siamo in crisi, sentiamo ripetere già da tempo. L'uomo moderno è in crisi, così come la donna, così come l'economia, così come in generale la nostra vita quotidiana. Almeno dal secondo dopoguerra ad oggi la vita dell'italiano medio è cambiata tantissimo, e i più anzianotti sarebbero d'accordo nel dire che l'italiano medio di oggi è solo la caricatura di quello che viveva qualche decennio fa...

Che fare quindi? Rassegnarsi a vivere in questo mondo condizionato e a provare a metterci in gioco seguendo le "regole del gioco" della società? Parecchia gente lo fa, e magari ad un primo esame non si trova male.  Per tutti coloro che non trovano questa soluzione troppo soddisfacente, ci sono comunque delle opzioni. Non importa se siete religiosi o meno, o quale religione seguiate: la cosa bella della vita è comunque la Libertà. Nessuno può togliervela , se non voi stessi. Un pesce in un acquario potrebbe sentirsi libero, accontentandosi dello spazio a sua disposizione, o al contrario sentirsi schiavo e limitato a quella vasca dove è costretto a nuotare. Allo stesso modo un uomo può vedere tutte le limitazioni intorno a sè, e soffrirne, oppure concentrare la sua attenzione sulle sue comunque infinite possibilità e sul piacere che può ricavare da ogni banale momento della sua vita...

La prima cosa da fare è liberarsi da tutte le "sovrastrutture" che ci governano: il bene e il male che proviamo, il "giusto" e lo "sbagliato", il bello e il brutto. Capire che queste sono solo delle categorie vuote, e fino a che punto, non è da tutti: la maggior parte di noi dà certe cose per scontato e per pigrizia intellettiva si lascia vivere senza metterle mai in discussione. Solo i bambini con la loro fantasia a volte riescono a trascedere queste categorie, e con loro alcuni vecchi che non hanno più niente da chiedere alla vita. Queste persone hanno presente più da vicino l'aspetto generale, guardano alla figura intera, e non al particolare del momento: essi riescono a cogliere dentro di sè, e per motivi quasi contrapposti, la vera essenza dell'essere umano, animale tra i più straordinari del pianeta terra.

A presto.

 

 


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